mercoledì 12 agosto 2015

LA MIA ESPERIENZA ERASMUS: TRA GIOIE E DOLORI

La mia esperienza Erasmus si è conclusa solo due settimane fa, mi sembra sia trascorsa un'eternità, e il problema è che ancora non riesco ad abituarmi alla vita che conducevo qui, in Italia, prima di partire. Questa situazione di "disagio" ha un nome, la chiamano "depressione post-Erasmus", ma ne parlerò un'altra volta.

Ho avuto la fortuna di trascorrere questi ultimi 6 mesi a Valencia, in Spagna, e credetemi quando vi dico che è stata una delle esperienze migliori della mia vita.
Opportunità del genere ti si presentano poche volte nel corso della vita; qua si tratta di mettersi alla prova, di imparare a conoscere le proprie capacità, i propri limiti, e riuscire a superarli a testa alta!

Ricordo il giorno in cui sono partita come se fosse ieri: in aereo continuavo a ripetermi che cosa stessi facendo, ero assalita da mille dubbi e preoccupazioni. Non conoscevo la lingua, non conoscevo la città, non conoscevo i miei coinquilini, ero partita da sola e stavo iniziando a pensare di aver fatto un grandissimo errore. 
Le prime due settimane sono state sicuramente le più difficili perché ti trovi catapultata in una realtà che non è la tua e, soprattutto, in un appartamento senza riscaldamento quando fuori ci sono 5 gradi (e benedici chiunque abbia inventato la borsa dell'acqua calda).
Una volta trascorso questo "periodo di prova" mi sono sentita a casa e ho fatto di Valencia la MIA città; andare a correre la sera nel Turia, fare shopping a Colón, conoscere persone da ogni parte del mondo, avere l'opportunità di vedere Las Fallas e mangiare paella sorseggiando dell'ottima sangria.

Il fatto è che sono consapevole di aver vissuto qualcosa che è davvero difficile da spiegare, solo chi l'ha vissuto e lo vivrà potrà capire davvero cosa significa. Quest'esperienza mi ha cambiata profondamente e sì, mi ha fatto anche incontrare l'amore.

Non sapete se partire? Il mio consiglio è questo: tirate fuori le valigie, preparate il vostro cuore e PARTITE! Armatevi di un po' di coraggio e di un pizzico di pazzia, perché "un Erasmus è per sempre".

Hasta pronto,
Chinita




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